L’arte del Senegal arriva alla Grande Moschea di Roma.
L’arte del senegal arriva alla Grande Moschea di Roma.
Vernissage 17 gennaio ore 17:00 alla ” Grande Moschea di Roma” in Viale della Moschea, 85 si inaugura la mostra personale della pittrice MADINA SOW M’BODJI,
La Moschea di Roma è la sede del centro islamico culturale d’Italia, situato nella zona rinomata del quartiere Parioli, immersa nel verde la struttura è stata realizzata e curata dagli architetti Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti.
Lo stile e la tradizione è tipica romana con ambienti suggestivi con colonne che ricordano le oasi orientali, che sorreggono il soffitto. Una caratteristica curiosa riguarda l’altezza del minareto, di poco inferiore alla cupola di S. Pietro l’unico al mondo a non avere altoparlanti per richiamare alle preghiere i fedeli, al suo interno è presente una grande biblioteca con una raccolta di 10.000 volumi in lingua araba.
Pigmenti di cola su tela.
Con il vernissage Madina Sow M’bodji le sue opere hanno incantato e emozionato il pubblico per la sua originalita nell’utilizzare materiali colori che ripredono le espressioni della sua terra natia; utilizzando materiali e tecnica che riprendono i colori del Senegal. E’ nata nella città di Goreé dove ha iniziato a studiare l’arte, qui ha conseguito diplomi di pittura danza e perfezionamento stilistico. La Madina è un’artista poliedrica oltre a dipingere e a danzare crea abiti e gioielli rigorosamente spirati dalla tradizione africana.
Cultura e tradizione
Osservando le sue creazioni lo spettatore si ritrova trasportato d’un colpo nelle terre Africane, che ci ricordano il calore estivo,
Per gli abitanti del Senegal i pasti rappresentano momenti importanti di condivisione, solidarietà e incontro, tant’è che è abitudine mangiare tutti insieme, seduti su un tappeto intorno allo stesso vassoio, che contiene porzioni per sei fino a dieci persone.
Non vengono usate le posate, ma si mangia con la mano destra, raccogliendo con le dita un po’ di riso, appallottolandolo fino a formare delle specie di polpette e portandolo in bocca. Tuttavia, quando ci sono ospiti europei viene solitamente offerto loro un cucchiaio. Il pesce, la carne e le verdure vengono spezzettati dalla padrona di casa.
Dal mio punto di vista artistico la mostra è risultata originale; ho notato un talento particolare nelle sue opere, dove le tele presentano tagli e cuciture che ricordano cicatrici sulla pelle, possiamo notare nel dettaglio i bordi della tele sono costellati con di punti metallici.
I materiali utilizzati sono il cotone la lana e lo spago e sopratutto la “noce di cola” una pianta sempreverde originali delle foreste dell’Africa occidentale. La noce di cola è utilizzata in Senegal porta con se un alto valore simbolico poiché viene consumata durante riti e cerimonie o anche solo per dare il benvenuto agli invitati come simbolo di amicizia condivisa o per siglare un intesa raggiunta o la riconciliazione tra le due parti.
La serata si è conclusa con un’esibizione di uno chef senegalese, con incomparabile velocità ha preparato sotto gli occhi degli ospiti deliziose pietanze esotiche.
L’associazione artisticamente culturale ideata e realizzata dal presidente Carmine Perito Direzione artistica ed organizzativa; Annacarla Merone
Irena Pavlyshyn
Vincitrice della terza edizione secondo premio Art Hug
Il Concorso Artistico Art Hug, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Artisticamente, è una grande collettiva d’arte che ha visto la partecipazioni di artisti internazionali, una finestra sul mondo per vedere oltre i pregiudizi e ampliare i propri orizzonti. Con questa manifestazione l’arte diventa scambio tra culture, mettendo in luce differenze ed analogie che permettono di ampliare il proprio bagaglio culturale.
All’inaugurazione erano presenti numerosi diplomatici, politici italiani e internazionali, artisti e amanti dell’arte.
Articolo di Valentina Roma
Foto di Riccardo Giorgi
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